La storia dal 1944

Il 10 settembre 1944, grazie ad alcuni soci, nacque la Turris dalle ceneri della U.S. Torrese, sorta nel 1920 e sparita con la seconda guerra mondiale che vanta nella stagione 1931-32 un campionato campano di Seconda Divisione vinto. Al Gran Caffè Palumbo all'interno della Villa Comunale si incontrarono Francesco Coscia, Raffaele Carbone, Amerigo Liguori (futuro sindaco della città a cui in seguito fu dedicato lo stadio) e l'arbitro Aniello Mazza per concretizzare la nascita della Turris, che venne iscritta il 9 dicembre come Società Polisportiva Turris al campionato di Prima Divisione.
Il primo organigramma societario della Turris era composto da: Amerigo Liguori come presidente, dai Vicepresidenti Raffale Carbone e Ciccio Ausiello dal segretario Aniello Lullo, dal vicesegretario Francesco Coscia, dal Direttore Sportivo Luigi Gentile, dal Cassiere Antonio Coppa e dai consiglieri Vincenzo Malvone, Vincenzo Nocito, Ettore Palomba, Filippo Raiola, Pasquale Romito, Eduardo Russo e Giuseppe Sorrentino. La panchina, invece, veniva gestita da Giovanni Del Gatto e Pasquale Suarato. Al termine della stagione, la squadra venne ripescata in Serie C.
Nella stagione successiva la Turris si classificò al secondo posto nel proprio girone di Serie C, ma terza in quello finale, mancando così la promozione. Nella stagione 1947-1948, la panchina fu affidata a Renato Vignolini e la squadra ottenne il terzo posto. Nella stagione successiva la panchina venne affidata a Giacomo Busiello, e la squadra terminò al sesto posto.
Il 12 novembre 1950 fu inaugurato, dall'onorevole Leopoldo Rubinacci, lo stadio comunale il quale, nel 1952 verrà intitolato ad Amerigo Liguori, che fu anche presidente del club.
Nel 1951 il presidente Amerigo Liguori morì a seguito di un infarto, fu succeduto da Giovanni Apa, e nella stagione 1951-1952, la squadra ottenne una promozione in IV Serie.
Nella stagione 1951-1952 come allenatore vi fu Arnaldo Sentimenti e la squadra ottenne il quinto posto nella IV Serie. Ottenne lo stesso piazzamento nel campionato successivo, mentre nella stagione 1955-1956 la squadra retrocesse in Promozione.


Dagli anni sessanta agli anni ottanta

La squadra rimase per diverse stagioni in Prima Categoria, fino al 1966-1967, quando ottenne un ripescaggio in Serie D. Nella stagione 1969-70 si piazzò prima nel proprio girone di Serie D, ma in seguito a tre punti di penalizzazione, dovuto ad un illecito sportivo, non venne promossa. Promozione che giunse l'anno successivo: La Turris tornò quindi in Serie C, e nella stagione 1972-1973 sfiorò addirittura la promozione in Serie B, classificandosi terza.
Nella stagione 1978-1979 la squadra partecipò al primo torneo della neonata Serie C1. La stagione seguente è invece quella della retrocessione in Serie C2. Il club rimase in tale categoria per 13 stagioni consecutive, fino al 1994 dove fu ripescata in C1.


Gli anni novanta

Nei primi anni novanta la Turris militò in Serie C2, classificandosi sempre a metà classifica nelle prime quattro stagioni. Tuttavia nella stagione 1993-1994 si piazzò seconda, dietro al Trapani. Perse la finale play-off contro il Sora, giocata a Perugia, ma venne comunque ripescata in Serie C1 per il fallimento del Potenza che sparì dal calcio professionistico.
Al primo campionato in terza serie i corallini terminarono la stagione al sedicesimo posto perdendo le finali play-out contro il Casarano. In estate tuttavia ottennero un ripescaggio. La stagione seguente si sviluppò sulla falsa riga di quella appena conclusa e dopo un sedicesimo posto in regular season, i play-out, persi contro il Trapani, sancirono la retrocessione in Serie C2.
La stagione 1996-1997, nonostante un inizio non molto positivo, vide la Turris classificarsi terza arrivando quindi a dover disputare i play-off per il salto di categoria. Il Catania fu superato in semifinale grazie ad un pareggio a reti inviolate all'andata giocata in Sicilia e ad una vittoria di misura maturata nella gara di ritorno giocata allo Stadio Partenio di Avellino. La finale si giocò il 15 giugno 1997 ancora nella città irpina, contro il Benevento. La Turris riuscì ad imporsi per 2-0 tornando così in Serie C1 a distanza di un anno.
La stagione successiva, 1997-1998, non si aprì in modo favorevole, perché cominciò col derby contro il Savoia che si concluse con la vittoria degli oplontini. Ne seguirono altri risultati non positivi che costrinsero i corallini a disputare ancora una volta i play out, questa volta contro la Lodigiani; la disputa vide imporsi la compagine romana con un doppio 2-1 che costrinse i campani ad una nuova retrocessione in quarta serie.
La stagione 1998-1999 si concluse con i corallini al quinto posto, e quindi qualificatisi ai play-off. L'avversario fu il Messina che prevalse nel doppio confronto dopo un 1-1 all'andata giocata in Campania ed una vittoria di misura ottenuta al ritorno in terra sicula. Nella stagione seguente, la Turris si classifica sedicesima, arrivando così a dover giocarsi la permanenza della categoria ai play out. L'avversario di turno fu il Nardò, battuto grazie ad una vittoria per 2-1 nel match di andata e ad un pareggio per 2-2 nella partita di ritorno.


Gli anni duemila

Nella stagione 2000-2001 i corallini persero i play out contro il Tricase retrocedendo in Serie D. Nella stagione seguente, sotto la presidenza di Domenico Pesce, si classificano clamorosamente all'ultimo posto retrocedendo in Eccellenza. La stagione successiva andò ancora peggio: la Turris retrocesse in Promozione ed infine fallì.
La rinascita avvenne nel 2003-2004, quando un gruppo di imprenditori locali acquistarono il titolo sportivo di Eccellenza del Gaudianum (della città di Qualiano) iscrivendo la squadra al campionato con la nuova denominazione Gaudianum Torrese. La stagione si concluse al terzo posto dietro Acerrana ed Ischia. In estate la presidenza acquisì mediante fusione il titolo diSerie D dell'Ercolanese, e a tale operazione seguì un nuovo cambio di nome: ritornò la Turris.
Le successive due stagioni del club furono tranquille, mentre nella stagione 2006-2007, alla fine del girone di andata, la Turris si ritrovò al 15º posto, ma a gennaio 2007 la società venne acquistata dal commerciante Cirillo, e con il passaggio di proprietà si ebbe anche una svolta a livello agonistico, giacché la squadra corallina passò dal 15º all'8º posto finale, sfiorando i play-off promozione.
La stagione 2007-2008 partì con buoni propositi: nel girone d'andata la Turris fu quinta, ma in quello di ritorno si registrò un declino che condusse i corallini all'8º posto sotto la guida prima di La Scala, poi di Merolla e infine di Urban.
Nella stagione 2008-2009 la Turris venne acquistata dal commerciante Rosario Gaglione che assunse come tecnico Sergio La Cava. In campionato non partì molto bene ma pian piano la squadra cominciò a risalire la china. Al termine del torneo si piazzò al 5º posto assieme all'Ischia a 53 punti. Si sarebbe dovuto giocare uno spareggio in campo neutro per decidere chi avrebbe disputato i play-off. Ma tre giorni prima della partita la FIGC restituì all'Ischia il punto di penalizzazione che le aveva precedentemente attribuito per irregolarità finanziarie. Lo spareggio allora non si giocò e la Turris restò pertanto fuori dai play off.
La stagione 2009-2010 si chiuse invece con un tranquillo 11º posto, concludendo il torneo con la peggior difesa ma la migliore coppia d'attacco della Serie D grazie alle reti di Giulio Russo (23 gol) e Giovanni Longobardi (16 gol).


Gli anni duemiladieci

Nella stagione 2010-2011 la Turris si classificò al quinto posto al termine del campionato, qualificandosi ai play off del proprio girone, entrandovi direttamente dalle semifinali nazionali in qualità di finalista della Coppa Italia di Serie D (persa per 1-0 contro il Perugia, vincitore del proprio girone e quindi già promosso in Lega Pro Seconda Divisione). La Turris eliminò in semifinale il SandonàJesolo pareggiando 2-2 in Veneto e 0-0 a Torre del Greco ma fu poi sconfitta in finale dal Rimini 3-1 ai tiri di rigore (0-0 al 90').
La stagione 2011-2012 si concluse invece con un 6º posto finale senza acuti, con la squadra corallina che tentò di raggiungere il 5º posto valido per la disputa dei play off di categoria persi all'ultima giornata a causa di un pareggio contro il club di Francavilla sul Sinni.
Il 3 luglio 2012 il titolo sportivo del Neapolis Mugnano del presidente Mario Moxedano venne portato a Torre del Greco (con il conseguente spostamento del titolo F.C. Turris 1944 A.S.D. aNola) e la squadra il 12 luglio 2012 si iscrisse al campionato di Serie D 2012-2013 con il nome di Torre Neapolis. La stagione 2012-13 vide la Turris lottare per il vertice per gran parte del campionato, giocandosi da seconda in classifica la possibilità di scavalcare la Torres capolista. In un "Liguori" con un discreto seguito di corallini, il match si concluse con la vittoria per 2-0 dei sardi, sicché la Turris fu costretta al secondo posto. Intanto il 19 maggio allo Stadio Renato Curi di Perugia gli uomini di Mr. Fabiano superarono per 3-1 il Delta Porto Tolle aggiudicandosi laCoppa Italia di Serie D, con le reti di Vitale, Gasparini e Salvati. Grazie al risultato conseguito, la squadra di Torre del Greco si qualificò per le semifinali play off, dove però fu sconfitta ed eliminata dalla Casertana.
All'inizio della stagione 2013-2014 la società fu rinominata F.C. Turris Neapolis 1944 in attesa del ritorno del classico nome di "FC Turris 1944" per il quale bisognava attendere, da regolamento ancora un anno. Di fatto il cambio di denominazione non avvenne mai, poiché al termine della stagione regolare chiusa al terzo posto, e dopo essere stati eliminati al primo turno dei play off, il presidente Mario Moxedano, decise di non continuare la sua avventura a Torre del Greco, riportando il titolo a Mugnano, rifondando il Football Club Neapolis.
Nella stagione 2014-2015 si rischiò di non vedere iscritta la Turris a nessun campionato. Il nuovo presidente Giuseppe Giugliano ed il direttore sportivo (nonché ex calciatore della stessa Turris) Francesco Vitaglione andarono alla ricerca di un titolo sportivo disponibile per iscrivere la squadra in Serie D. Visti i tempi ristretti e la indisponibilità di titoli acquisibili, purtroppo ciò non avvenne. Non restò quindi che optare per un titolo di categoria inferiore, l'Eccellenza. Inizialmente sembrò chiuso l'accordo con il Sant'Agnello che invece non si concretizzò per problemi burocratici, ma in seguito si accordò in extremis per il titolo del Miano. Per le norme federali i termini per il cambio di denominazione erano ormai scaduti e così, nonostante la società utilizzasse il marchio "Turris", risulta ufficialmente iscritta al Campionato di Eccellenza Campania con la denominazione A.S.D. Miano[10]. Il 12 aprile 2015, al termine di un'estenuante testa a testa con la Sessana, vince il campionato regionale con una giornata di anticipo, ritornando nella quarta serie nazionale dopo un anno.
Nel luglio 2015 la società si fonde con la "Pietro Abbate", riportando dunque la sede sociale a Torre Del Greco e acquisendo la denominazione di "AP Turris Calcio ASD", in richiamo alla storica Polisportiva Turris degli anni settanta. L'obiettivo è un campionato di assestamento nella nuova Serie D, dopo la promozione dell'anno precedente. La stagione termina con la squadra corallina che conquista la salvezza all'ultima giornata, grazie al pareggio con Il Picerno per 2-2.